বুধবার, মার্চ ২৫, ২০২৬

In Italia, le spese per cibo e cure mediche dei migranti stanno diminuendo a causa della pressione delle bollette elettriche.

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Editoriale
Direttore responsabile
Anwar Morshed Majumdar(Bitu)

Le persone in tutto il mondo che soffrono a causa dell’aggressione israeliana e statunitense contro l’Iran ne hanno già avvertito l’impatto.
Nonostante sia una delle economie più forti dell’Europa moderna, l’Italia si trova ad affrontare una terribile “povertà energetica”. Circa il 9,1% della popolazione, ovvero circa 2,4 milioni di famiglie, vive attualmente in una situazione di crisi energetica insostenibile. Queste famiglie sono costrette a ridurre le spese essenziali per far fronte all’aumento delle bollette di gas ed elettricità.
Case fatiscenti e costi elevati alla radice della crisi
Gli edifici del settore residenziale italiano sono tra i più vecchi d’Europa. A causa della mancanza di tecnologie moderne e dello scarso isolamento, i costi energetici di queste abitazioni sono relativamente elevati. Di conseguenza, il peso finanziario sulla popolazione è in costante aumento. Schiacciate dalle bollette aggiuntive, molte famiglie vivono in condizioni disumane, nel freddo e nell’umidità più rigidi, riducendo le spese per il cibo, le cure mediche di emergenza o l’istruzione dei figli. Lo studio ha rivelato un dato preoccupante: le famiglie con membri stranieri o immigrati hanno il doppio delle probabilità di subire questa crisi rispetto alle famiglie italiane autoctone. Inoltre:
il 25% delle famiglie in crisi ha almeno un figlio minorenne. Questi bambini sono a rischio di problemi di salute a lungo termine a causa della mancanza di un riscaldamento adeguato.
Azioni legali dell’UE e restrizioni governative
L’Unione Europea (UE) ha già avviato un’azione legale (procedura di infrazione) contro l’Italia a causa della lentezza dei lavori di ristrutturazione edilizia e delle misure di efficienza energetica. Sebbene la Direttiva UE sulle case verdi preveda il raggiungimento di determinati obiettivi entro maggio 2026, questi sono stati bloccati dalla riluttanza politica e dalla complessità burocratica. Alcune iniziative di rigenerazione urbana, come il progetto Porto Fluviale di Roma, sono state completate con successo, rappresentando un esempio di efficienza energetica. Tuttavia, gli analisti affermano che non è possibile cambiare l’intero Paese con iniziative isolate. L’Italia attualmente non dispone dell’ingente budget centrale necessario per un cambiamento strutturale a livello nazionale.

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