Le elezioni amministrative a Venezia e Mestre, in Italia, hanno suscitato grande scalpore nella politica nazionale.Ritu Mia, una giovane italo-bengalese, si è candidata a consigliere comunale con il Partito Democratico (PD), di centrosinistra. I quasi 20.000 bengalesi residenti a Venezia sono emersi come una delle forze determinanti per l’esito di queste elezioni. L’audace intervista rilasciata da Ritu Mia al quotidiano britannico “The Guardian” ha scatenato una tempesta nella politica italiana. Da quando si è candidata, è stata vittima di intensi attacchi razzisti da parte di estremisti. Ha persino dovuto subire insulti come “torna nel tuo paese a dorso di cammello”. Ritu Mia, trattenendo a stento le lacrime, ha affermato con fermezza che i bengalesi non sono più trascurati, ma rappresentano un pilastro fondamentale dell’economia e dello sviluppo di Venezia. La loro risposta sarà adeguata attraverso il voto. Propaganda di destra: Temendo che i voti dei bengalesi vadano al Partito Democratico, il partito di destra Lega ha avviato una campagna di propaganda sostenendo che la sinistra stia “islamizzando” Venezia approfittandosi dei bengalesi. Contro questa sporca politica, Raffaele Speranzon, responsabile regionale del partito della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Partito Liberale Democratico (FdI), ha preso le difese dei bengalesi. Ha chiarito che i bengalesi lavorano onestamente e hanno il pieno diritto legale di praticare liberamente la propria religione sul suolo italiano. I leader di sinistra affermano che se questa lista del Partito Democratico vincesse, sarebbe un duro colpo politico per il governo di destra della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La destra è talmente in difficoltà per la paura di perdere Venezia che lo stesso Presidente del Consiglio Meloni ha dovuto inviare un videomessaggio di soli 25 secondi per adempiere ai suoi doveri elettorali.
Fonti: The Guardian e Il Manifesto

