মঙ্গলবার, মে ৫, ২০২৬

Chi è responsabile dell’estrema catastrofe umanitaria che sta colpendo i migranti bengalesi, latinoamericani e africani sui marciapiedi di Roma?

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Direttore responsabile
Bitu Majumdar

Le scene che si svolgono davanti all’ufficio immigrazione di Tor Sapienza a Roma, capitale d’Italia, non sono solo un’immagine della crisi migratoria, ma anche la testimonianza di un’estrema catastrofe umanitaria nel cuore dell’Europa moderna. Ogni giorno, da duemila a duemilacinquecento persone – in gran parte giovani provenienti dal Bangladesh e dal Nord Africa – trascorrono giorni e notti sui marciapiedi, sotto il sole cocente, incuranti del freddo pungente e del caldo torrido. Dopo aver atteso in fila per quattro o cinque giorni, solo 30-50 persone riescono finalmente a presentare la propria domanda. Questa scena è tanto disumana quanto estremamente umiliante per la struttura amministrativa di un Paese sviluppato. La radice della crisi risiede nella cattiva gestione e nella violenza degli intermediari. La lentezza dell’attuale processo di immigrazione italiano e l’assenza di un sistema di prenotazione online sono le principali responsabili di questa situazione. Nell’era digitale, in cui il mondo è a portata di mano, costringere migliaia di persone a passare la notte sui marciapiedi è inaccettabile. A peggiorare la situazione contribuisce il dilagante commercio di intermediari senza scrupoli che rilasciano “Decreti Flussi” o permessi di lavoro stagionali. Molti espatriati hanno perso ingenti somme di denaro nelle grinfie di questi intermediari e, non riuscendo a trovare una via legale, si rivolgono all’asilo politico come ultima risorsa. A fronte di questa enorme pressione, la carenza di personale e la lentezza degli uffici immigrazione hanno trasformato la situazione in un inferno.

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Ipocrisia dello Stato e realtà economica
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ammesso più volte che i migranti sono una delle forze trainanti dell’economia italiana. Tuttavia, la realtà sul campo dice il contrario. Da un lato, la necessità di manodopera migrante per il PIL del Paese è innegabile, dall’altro, lo Stato non riesce a garantire a questi lavoratori la dignità umana minima. In breve: ci vogliono più di due anni per completare una procedura di asilo politico. Durante questo lungo periodo, una persona è disoccupata, senza identità e vive nell’incertezza. Assistenza umanitaria: l’assistenza fornita dalla Croce Rossa o da organizzazioni di volontariato con coperte o cibo è sostanzialmente solo un tentativo di mascherare il fallimento dello Stato. Questa situazione di giovani che dormono sul marciapiede in una notte d’inverno non può essere l’immagine di un Paese civile.
Azioni e rimedi immediati
L’Italia deve adottare misure urgenti per risolvere questo problema in nome dei valori umanitari dell’Unione Europea. La nostra domanda al Ministro dell’Interno e alle autorità competenti è: chi è in definitiva responsabile di questo sistema disumano?1. Digitalizzazione: è necessario lanciare al più presto un sistema di prenotazione online, in modo che le persone non debbano passare la notte per strada.

2. Aumento del personale: è fondamentale aumentare il numero di richieste giornaliere, assumendo personale sufficiente negli uffici immigrazione.

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3. Sradicamento degli intermediari: è necessario intraprendere azioni legali severe contro la frode perpetrata con il “Decreto Flusi”.

4. Intervento dell’UE: L’Unione Europea dovrebbe fornire sostegno politico e finanziario per risolvere questa crisi in Italia, in modo da evitare una catastrofe umanitaria.

Infine, i migranti non sono oggetto di pietà; arrivano con lavoro e sogni per contribuire all’economia di un Paese. La loro vita disumana sui marciapiedi di Roma deve cessare immediatamente. Se quanto affermato dal Presidente Mattarella è vero, è auspicabile che il comportamento dello Stato nei confronti degli artigiani di quell’economia sia più sensibile e rispettoso. Il Ministero dell’Interno italiano deve intervenire concretamente ora, altrimenti questa situazione di stallo sarà una grande vergogna non solo per i migranti, ma anche per la struttura sociale e amministrativa dell’Italia.

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