L’annoso problema della complessità burocratica. La crisi abitativa a Roma sta diventando acuta. Qualcuno si è fatto avanti per risolvere questo problema ristrutturando le case abbandonate di Roma. L’attuale sindaco ha cercato di renderlo in qualche modo sopportabile. – A Roma, negli ultimi 4 anni dell’attuale amministrazione, sono state assegnate 1.234 famiglie in edilizia popolare, una cifra molto più alta rispetto alla media dei 10 anni precedenti.
Attualmente ci sono 16.346 famiglie in lista d’attesa (Graduatoria) per un alloggio, di cui 5.000 famiglie soffrono di una grave crisi abitativa. La crisi non si attenua a causa della lentezza dell’Agenzia Regionale per l’Edilizia Residenziale (ATER); quasi 1.000 delle loro case sono inutilizzate a causa della mancanza di ristrutturazioni. Nei due mandati precedenti (Marino e Racchi), sono state assegnate 1.611 case in 10 anni, e l’attuale amministrazione ne ha assegnate 1.234 in soli 4 anni. Il Comune di Roma prevede di acquistare altre 1.500-2.000 nuove abitazioni entro il 2027, e un nuovo “bando” o periodo di presentazione delle domande si aprirà nel 2026. Grazie al servizio digitale, è ora possibile rinnovare e modificare i contratti di locazione tramite l’app “MyErp” e la piattaforma online. Tra le famiglie in lista d’attesa, quelle con un punteggio superiore a 30 (inclusi disabili o bambini) sono a più alto rischio. Per porre fine a questa lunga attesa di 16.000 famiglie con una media di sole 300 abitazioni assegnate all’anno, saranno necessarie complessità burocratiche e un aumento delle assegnazioni.
Grave crisi abitativa nella capitale italiana, Roma
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