বুধবার, জুন ২৪, ২০২৬

Le domande intrise di sangue di Ramisa e la nostra responsabilità collettiva

আপডেট:

Redattore capo
Betu Majumder

Ramisa non è più con noi. Ci ha lasciati, lasciandoci in questo paese indipendente, vittima di una perversa lussuria e della crudeltà degli animali. Ma le domande che ha lasciato prima di andarsene hanno messo a repentaglio la nostra coscienza, il nostro sistema statale e i nostri media. L’anelito, immaginario o spirituale, di Ramisa – “Quando i vostri giornali e canali televisivi ne parleranno?” – non è in realtà una domanda vana, ma piuttosto una frusta che colpisce le nostre emozioni fugaci. Quando nella nostra società si verifica un brutale omicidio o uno stupro, i media ne fanno un gran parlare per alcuni giorni. Esperti partecipano ai talk show e si lanciano in analisi accademiche sulla “cultura dell’ingiustizia” con parole altisonanti. Ma dopo pochi giorni, il sangue della vecchia Ramisa viene coperto sotto la copertura di un nuovo episodio. Ramisa ci ha ricordato questa indifferenza circolare.
La cosa più straziante è che il pianto dei genitori di Ramisa è oggi così forte da avvelenare anche la vita felice nell’aldilà. Quando il grido disperato di un padre senza figli, che ha perso ogni fiducia nello Stato, nei tribunali e nei media, lo costringe a chiamare la moglie e a dirle: “Torna anche tu, in questo Stato nessuno può fare niente”, allora dobbiamo capire quanto sia profondo il marciume nella società. Lo Stato non può sottrarsi alla responsabilità di non essere in grado di garantire la sicurezza delle vite e dei beni dei cittadini e di non essere in grado di assicurare rapidamente una punizione esemplare ai criminali. Quando una “Ramisa” dopo l’altra scompare in uno Stato libero come questo e le famiglie precipitano nella disperazione più totale per paura dell’ingiustizia, allora vengono messe in discussione le fondamenta stesse di quella libertà e di quella civiltà. Per quanto tempo ancora esprimeremo la nostra rabbia scrivendo solo editoriali? Per quanto tempo ancora ci siederemo nei talk show a parlare di teoria? Ciò che dobbiamo fare ora è:Garantire il processo più rapido possibile: i casi delicati come la violenza contro donne e bambini dovrebbero essere processati il ​​prima possibile da tribunali speciali, invece di rimanere in sospeso per anni. I media dovrebbero monitorare e fare pressione regolarmente sull’andamento del caso, non solo immediatamente dopo l’accaduto, ma anche fino a quando non sarà confermata la condanna del colpevole. Responsabilità delle forze dell’ordine: qualsiasi negligenza o influenza politica nelle indagini deve essere impedita. L’autocritica del padre di Ramisa non deve rivelarsi vera. Lo Stato, la magistratura e i media devono dimostrare di non essere degli ingenui. È nostra responsabilità garantire che nessun’altra famiglia, inclusa quella di Ramisa, venga gettata nella disperazione di questa estrema ingiustizia. Che i criminali ricevano una punizione esemplare, tale da non lasciare che nessun altro essere umano osi più camminare su questa terra a testa alta.

সংশ্লিষ্ট সংবাদ:

সর্বাধিক পঠিত