শনিবার, জুন ২০, ২০২৬

Una “svolta pericolosa” nelle relazioni tra Stati Uniti e Israele

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L’analista politico Harlan Ullman ha commentato che ci sono profonde divergenze tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in merito al memorandum d’intesa con l’Iran. Sostiene che Netanyahu non sia soddisfatto dell’accordo e che sia interessato a romperlo. In un’intervista ad Al Jazeera, Ullman, presidente della società di consulenza strategica The Kilwen Group, ha affermato che Netanyahu è irritato dall’accordo. Secondo lui, il primo ministro israeliano potrebbe tentare di infrangerlo. Trump ha recentemente firmato un memorandum d’intesa per porre fine al conflitto in corso con l’Iran. Sebbene Netanyahu non abbia criticato pubblicamente l’accordo, diverse fonti giornalistiche e analisi di osservatori hanno mostrato che non è soddisfatto dell’iniziativa. Secondo loro, l’accordo potrebbe danneggiare le sue possibilità di rielezione alle elezioni che si terranno il prossimo ottobre.
Ullman ha anche affermato che Trump ha dato l’impressione di avere tutto sotto controllo attaccando direttamente Netanyahu. Di conseguenza, potrebbe crearsi un clima di sostegno indiretto per i candidati rivali di Netanyahu nelle prossime elezioni. Secondo gli analisti, Netanyahu si trova ad affrontare una difficile situazione politica dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran. La possibilità di realizzare la promessa, fatta da tempo, di rimodellare il Medio Oriente è messa in discussione nell’attuale contesto. Da un lato, le accuse di non aver ottenuto successi duraturi a Gaza e in Libano, dall’altro, le pressioni interne e internazionali legate alle imminenti elezioni nazionali: tutti questi fattori rappresentano delle sfide. Allo stesso tempo, gli osservatori ritengono che anche i rapporti tesi con Trump e il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale abbiano indebolito la sua posizione politica. Nonostante l’annuncio delle elezioni, diversi sondaggi d’opinione non mostrano un quadro favorevole per la coalizione di destra di Netanyahu. Anche le accuse di corruzione e la questione del fallimento della sicurezza del 7 ottobre 2023 pesano da tempo sul suo governo. Gli analisti affermano che, nonostante la massiccia operazione militare, Hamas, Hezbollah e l’Iran rimangono attivi. Nonostante il lungo conflitto su vari fronti, il primo ministro israeliano si trova ad affrontare dure critiche da parte degli elettori, poiché non ha ottenuto vittorie definitive e il numero di vittime militari è in aumento. Anche il leader dell’opposizione Yair Lapid ha criticato la strategia bellica di Netanyahu, sostenendo che il primo ministro ha fallito la prova definitiva e non ha raggiunto i risultati sperati. Nel frattempo, la pressione a livello internazionale è aumentata a causa dell’operazione militare a Gaza. Gli analisti ritengono che il consenso di Netanyahu nel mondo occidentale sia diminuito dopo che la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto nei suoi confronti per crimini di guerra. Secondo gli osservatori, il colpo più duro è arrivato dalla sua eccessiva dipendenza dalla politica statunitense. Sostengono che le sue politiche unilaterali abbiano danneggiato il sostegno bipartisan a Washington. Allo stesso tempo, il deterioramento dei rapporti con lo storico alleato Trump ha aggravato la sua crisi politica. Di conseguenza, il leader israeliano sta subendo crescenti pressioni sia a livello nazionale che internazionale.

Fonte: Al Jazeera.

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