Per vent’anni i giornalisti non hanno mai scioperato. La negligenza degli editori nei confronti della dignità e dei diritti dei giornalisti sta costringendo i giornalisti a scioperare. Il ruolo dei giornalisti nella libera pratica democratica è innegabile. Questo è il significato della giornata di protesta indetta dalla Federazione della Stampa per venerdì 28 novembre, sottolineata dalla manifestazione organizzata in Piazza Santi Apostoli a Roma, alla quale erano presenti rappresentanti sindacali di ogni ordine e grado e organizzazioni sindacali. Il sindacato chiede il riconoscimento economico del ruolo del giornalismo nel sistema democratico e per questo tutti i giornalisti scenderanno in piazza domani nelle principali città italiane. Il governo e gli editori devono capirlo. Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti, presente in piazza, ha dichiarato: “C’è una parola che unisce tutti i giornalisti, dipendenti e collaboratori, ed è la parola dignità. Se la dignità non viene ripristinata, saremo perduti”, ha affermato. “Da questa piazza e da molte redazioni arrivano segnali che i nostri colleghi sono pronti a riprendersi i loro diritti. Ci sono editori che mettono giocatori in panchina per 20 milioni di euro, ci sono editori che cercano di appropriarsene, ci sono editori che possiedono cliniche finanziate dallo Stato. Eppure, nonostante i fondi pubblici, non ci sono soldi per rinnovare i contratti. “I giornalisti Rai sono qui in piazza”, insiste il segretario dell’Ucigrai Daniele Macheda, “per difendere il contratto a tutela di salari e diritti”. Il segretario di Stampa Romana, Stefano Ferrante, ha dichiarato: “Questo è uno sciopero apolitico perché non cerca consensi politici, ma è altamente politico perché ha lo scopo di difendere il ruolo dell’informazione, messo in discussione dal modo in cui ci trattano gli editori. Non vogliono pagarci: i metalmeccanici hanno ricevuto 250 euro di rinnovo, ma vogliono pagarci di meno. Ci considerano quasi nemici, che i costi vanno ridotti e che chi deve pagare sono l’opinione pubblica e la democrazia”. Il vicesegretario della FNSI, Claudio Silvestri, ha parlato della situazione dei giornalisti sotto scorta nel Sud. “In alcune zone l’informazione è affidata solo a giornalisti coraggiosi”, ha detto. “Ce ne sono diversi sotto scorta e nessuno di loro è impiegato. Questo sciopero serve anche a difendere il diritto all’informazione nel Sud, perché la verità è che ci sono due Italie”. Anche l’industria della stampa sostiene i giornalisti. “La vostra lotta è la nostra lotta”, ha sottolineato Giulia Guida della SLC CGIL, “perché gli editori hanno scelto una strada che non tutela i lavoratori.
Fonte: Ansa
Giornalisti in sciopero in Italia per tutelare diritti e dignità
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