Il fascismo emerse in Italia distruggendo i sistemi democratici della storia umana. Questo sistema fascista esiste in nuove forme in vari paesi del mondo. 3 gennaio 1925: il giorno in cui l’Italia passò dalla democrazia al fascismo. In un fragoroso discorso di un’ora al parlamento di Roma, Benito Mussolini si dichiarò virtualmente dittatore. Si assunse la piena responsabilità della violenza fascista e dei disordini politici. Il partito di opposizione in parlamento era assente: era in corso la “Secessione Aventina” per protestare contro l’assassinio Matteotti. Mussolini sfidò apertamente: l’Italia non può essere governata senza il fascismo. Re Vittorio Emanuele III non intervenne, quindi il potere divenne un monopolio: nel giro di pochi giorni iniziò la repressione, i giornali furono chiusi e gli oppositori arrestati. Quale fu il risultato? Entro la fine del 1925, fu emanata la “Legge d’eccezione fascista”: i partiti di opposizione furono messi al bando. Fu istituita la polizia segreta (OVRA). L’Italia divenne uno stato monopartitico. Questo discorso pose le basi per quasi 20 anni di regime fascista, che sfociarono nella Seconda guerra mondiale e nel terribile disastro dell’Italia.

